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Kipat barzel, la cupola di ferro

Anche oggi mi sono svegliata, sono andata al Centro Peres per la Pace dove lavoro ed è partita l’allarme. Un suono forte, chiaro, lungo. Siamo andati al rifugio che qui è la cucina al primo piano. Nessuno aveva paura, abbiamo solo aspettato il boom. Sì, il boom che viene dall’alto quando il missile viene distrutto prima di toccare terra.

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L’allarme a Tel Aviv

Non e’ facile scrivere da Tel Aviv. Per me e’ una cosa nuova e cerco di essere prudente, ma di non aver paura, di non stare da sola e di sapere sempre dove sono le persone a cui tengo.

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Facce da disoccupati

E’ più o meno la nuova idea del marchio Benetton che ha scelto di mettere in primo piano le facce di alcuni giovani disoccupati italiani. La campagna fa sempre parte di Unhate di cui ricordiamo tutti le immagini dei baci tra capi di stao e tra il Papa e l’imam. Tra quelle c’era anche il cartellone con Berlusconi e la Merkel che era poi stato rimosso e di cui abbiamo già parlato.

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Pisapia a Tel Aviv

In questi giorni a Tel Aviv è tornata un po’ l’aria di Milano, è arrivato in visita Giuliano Pisapia, il nostro sindaco. Non ho ancora avuto il piacere di stringergli la mano, ma mentre lo aspetto a Tel Aviv gli auguro di fare un bel giro nei Territori, perché adesso, come è giusto che sia, si trova lì.

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Perchè lascio Milano (per Tel Aviv)

Ho scritto i post su questo blog, quasi tutti di getto, alcuni corti, altri più lunghi. Non mi piace che diventi troppo personale, ma questa volta è diverso. Devo scrivervi una cosa di me.

Ho deciso di andare a Tel Aviv. Lascio Milano, almeno per un po’. Milano non l’ho scelta, ma quando ci sono arrivata mi ci sono immersa. Non me ne sono mai, forse, innamorata. A Milano ho costruito la mia vita, a Milano torno e sono a casa.

Ho lavorato tre anni come web editor, mi sono appassionata, ma mi sono anche sentita frustrata perché sul web quando non cresci con il progetto, quando non senti la crescita reale diventa dura. La Rete è lo spazio più grande in cui mi sono mai immersa ed è il luogo più grande in cui mi sono sentita libera di cercare. Continua a leggere

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