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Yair Lapid, il nuovo politico israeliano

Il perfetto israeliano, cosi’ e’ stato descritto Yair Lapid, sicuramente l’unico vincitore di queste ultime elezioni. Lapid e’ riuscito a sbarazzarzi di tutta la sinistra israeliana e ad aggiudicarsi il posto a fianco a Bibi Netanyahu che senza nessuno sforzo, senza fare praticamente campagna elettorale, ha ottenuto solo una misera maggioranza, dimostrandosi molto piu’ debole di prima. Continua a leggere

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Elezioni 2013: il fronte israeliano

 

In Israele si vota il 22 gennaio, in Italia poco piu’ di un mese dopo, il 24 e 25 febbraio. Due paesi, due governi da ricostruire.

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Un conflitto, troppe parole

Questo conflitto ancora spaventa, ancora fa rabbia e risentimento. Per questo credo che sia importante scegliere bene le parole e non capisco le posizioni così violente e affrettate di molti.

I numeri contano. Vero. Ma in questo conflitto anche i numeri sono complicati. I numeri sono i numeri dei morti, tanti. Molti di più fra la popolazione palestinese. Sono i numeri delle famiglie che hanno una ferita mai più curabile. Ma numeri sono anche i numeri di tutti gli israeliani che hanno l’obbligo di servire la leva militare per 3 anni i maschi e 2 le femmine. I numeri sono anche i missili che arrivano da anni in testa a chi vive nelle città a sud. I numeri sono tutte le pratiche burocratiche necessarie per passare da una parte all’altra di un check point. I numeri sono i volantini lanciati dai soldati israeliani per allarmare la popolazione palestinese e chiedere si spostarsi dagli arsenali di Hamas.

Poi ci sono le parole. Ci sono le parole violente e i paragoni inutili, faziosi, pericolosi. Ma quando si studia un conflitto mi hanno insegnato che bisogna essere precisi. Allora non chiamiamo palestinesi i militanti di Hamas. Non facciamo questo torto ai palestinesi. Non chiamiamo i soldati israeliani sanguinari e nazisti. Non facciamo loro questo orrendo paragone. Continua a leggere

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L’allarme a Tel Aviv

Non e’ facile scrivere da Tel Aviv. Per me e’ una cosa nuova e cerco di essere prudente, ma di non aver paura, di non stare da sola e di sapere sempre dove sono le persone a cui tengo.

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Facce da disoccupati

E’ più o meno la nuova idea del marchio Benetton che ha scelto di mettere in primo piano le facce di alcuni giovani disoccupati italiani. La campagna fa sempre parte di Unhate di cui ricordiamo tutti le immagini dei baci tra capi di stao e tra il Papa e l’imam. Tra quelle c’era anche il cartellone con Berlusconi e la Merkel che era poi stato rimosso e di cui abbiamo già parlato.

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