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Uscire col botto si puo!
7 lug 2011 · Mondo · 1 Commento
Dopo tutto il disgusto provato a seguito delle indiscrezioni sulle tecniche di “ricerca” di una serie di giornalisti di News Corp. (il colosso che fa capo a Murdoch), finalmente una notizia che riporta ordine nel mondo del giornalismo britannico. Dopo oltre 150 anni News of the World, il settimanale di scoop e informazione popolare che è stato coinvolto nelo scandalo de secolo, chiude. Alcuni giornalisti della testata erano arrivati al punto di ascoltare i messaggi nelle segreterie di star e persone in vista, riuscendo addirittura a cancellare i messaggi che avrebbero potuto aiutare la polizia a trovare una vittima di un omicidio.
Murdoch, un Berlusconi Australiano senza il vizio della politica, decide di chiudere il settimanale sicuramente a seguito dei commenti degli investitori e degli inserzionisti, dubito che sia stato mosso da un sincero senso di colpa. Il bene del gruppo prima di tutto, deve aver pensato, mentre questa storia rischia di fare saltare l’affare per l’acquisto della parte che gli manca di BSkyB.
Detto questo però il messaggio rimane, chi sbaglia paga. Questo è qualcosa che gli inglesi, con i loro scandali continui, sanno molto bene. Dubito che in Italia i giornalisti arriverebbero a pagare poliziotti e ascoltare segreterie telefoniche, però sarebbe bello trasmettere il messaggio che chi sbaglia paga, credo. Credo che eliminare Agcom e oOrdine dei giornalisti per una commissione volontaria fatta da direttori che possano vegliare sul mondo della comunicazione senza dover dipendere dalla politica sarebbe già una prima svolta.
Addio News of the World, non sentiremo del tutto la tua mancanza, ma certamente ti ricorderemo come la vittima sacrificale di errori grossolani e gravissimi. Una casualità? La stessa settimana della morte di News of the World viene lanciato The Huffington Post UK. Sembra quasi che l’opinione pubblica, ormai potentissima grazie al web e ai social network, abbia definitivamente vinto contro il vecchio e (a volte) losco mondo del giornalismo classico.
LUI
Agcom · Huffington Post · Internet · Londra · Murdoch
L’Agcom pensa (davvero) di censurare il web?
5 lug 2011 · Mondo · 3 Commenti
Il 6 luglio l’Autorità per le Comunicazioni (Agcom) voterà una delibera con cui potrebbe prendere il potere di oscurare siti internet e di rimuovere contenuti in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice. La cosa che a me stupisce di più è capire con quali competenze si prenderebbe questo potere di controllore amministrativo dei contenuti in Rete.
Mi sembra un discorso generico e poco realistico. Il web è uno spazio infinito, di idee, di immagini, di video e quindi di persone che scrivono, dibattono, cercano. Perchè l’Agcom dovrebbe intervenire e con quale principio di neutralità assoluta? Con che operazioni, nella pratica, l’Agcom setaccerà e incaricherà funzionari di decidere quali sono i contenuti di “valore”?
Inoltre visto e considerato il lavoro che l’Agcom svolge sulla censura e sul controllo della televisione italiana, mi sento di dire che non mi fiderei.
Segnalo quindi la Notte della Rete: “4 ore no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti“.
Credo che la qualità in Rete esista e vada cercata. Credo che l’infinito spazio che il web ci propone sia una ricchezza enorme. Credo che vada controllata e setacciata di continuo, ma sono convinta anche che la possibilità che chiunque, in qualsiasi parte del Mondo, ha di aprire il suo blog o sito e scrivere, sia una ricchezza pericolosa, ma fantastica. Sia per il diffondersi di opinioni e notizie, sia per la conoscenza reciproca di realtà fisicamente troppo lontane le une dalle altre.
LEI
