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Occhi provocanti

Provocare con gli occhi potrebbe diventare reato in Arabia Saudita. E potrebbe venire punito intimando alla persona di coprirli o addirittura con decine di frustate in pubblico.

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Vietare il Velo

Il 2 agosto la commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato un testo che vieta di “Celare o travisare il volto in pubblico” e prevede multe fino a 500 euro per chi indossa indumenti “Di origine etnica e culturale, quali il burqa e il niqab“. Mentre rischia sino a un anno di carcere, con multe da 10.000 a 30.000 euro e nessuna possibilità di accedere alla cittadinanza italiana, chi si macchia del nuovo reato di “Costrizione all’occultamento del volto”. La nuova proposta di legge si compone di 3 articoli che dovrebbero andare a modificare la lagge già esistente (la numero 152/1975) che negli anni di piombo vietava di indossare caschi e passamontagna nei luoghi pubblici.

Abituata da sempre alle libertà occidentali (se così si può dire) io dò per scontato il fatto di poter scegliere di andare in giro vestita come voglio (rispettando ovviamente la decenza). Non riuscirei mai a accettare l’obbligo di dovermi coprire il volto. Ma mi pongo il dubbio che per alcune donne si tratti di un fattore culturale importante, profondo, radicato nelle scelte femminili sociali. Non penso che una legge affrettata possa “occidentalizzare” questa scelta, obbligando così le donne a togliersi il velo. Certamente dovrebbero accettare di mostrarsi in caso di controlli o in caso di pericolo, dovrebbe essere un dovere. Ma perché una legge dovrebbe obbligarle nelle scelte di vita quotidiane?

L’articolo 3 della nuova proposta stabilisce che la condanna definitiva per il reato di costrizione all’occultamento del volto, possa essere quella di perdere la cittadinanza italiana. Ecco che spunta la trappola. Qui non si parla di multe o di carcere, ma di togliere la cittadinanza italiana. Ecco la minaccia. A me sembra che ancora una volta non si lavori per l’integrazione, ma che il Governo stia cercando nuovi slogan e nuove proposte per accendere la “paura per l’immigrato”, per fare vedere che solo alcuni si possono meritare la cittadinzanza italiana.

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