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Dalla “mignottocrazia” alla “cretinocrazia”
21 mar 2013 · Attualità · Nessun commento

Qualche mese fa a casa di un amico ho letto Mignottocrazia, il libro dell’ex parlamentare di centro-destra Paolo Guzzanti (il padre dei comici, per intenderci). Ovviamente al suo interno c’erano una lista di ovvieta’ e commenti che i maggiori giornali gia’ avevano riportato perfettamente, ma e’ stato interessante leggere direttamente dalla penna di un parlamentare fedele a Berlusconi i suoi pensieri, che lo hanno poi inevitabilmente portato ad allontanarsi dal PDL e il suo gruppo.
Guzzanti giustamente paragona il movimento politico di Berlusconi ad una sorta di bordello politico, con annessa denigrazione della donna (se non per soddisfare le fantasie sessuali) e l’utilizzo dell’immagine patinata della televisione come strategia di comunicazione. Continua a leggere
La rivincita del Professore
9 dic 2012 · Attualità · 1 Commento
Nonostante le vacanze, gli italiani sanno che Lunedì torneranno alla vita di tutti i giorni in un Paese ancora una volta in grande difficoltà, Monti ha staccato la spina, ha dato uno schiaffo morale a Berlusconi, al suo tirapiedi Alfano e a tutti quei poveracci che si sono dimenticati che un anno fa eravamo sull’orlo della fine, con un’Europa che non ci considerava credibili e la vergogna di una classe dirigente improponibile.
E’ arrivato con stile e con stile ha annunciato la fine della sua esperienza. Monti sa bene che Lunedì i mercati risponderanno duramente, e ha cercato di arginare la cosa con l’annuncio nel week end e evitando litigi in Parlamento.
Nell’ultimo anno sono cambiate molte cose, il governo tecnico ha avuto il merito di mettere i politici di fronte alle loro colpe, si sono sentiti venti di rinnovamento in una parte della politica italiana e soprattutto abbiamo avuto un Presidente del Consiglio che ha smesso di mentire al Paese, mostrando le difficoltà come erano e cercando (a volte invano) di passare riforme difficili ma utili.
Perchè pubblicare le telefonate di Berlusconi è giusto
2 mag 2012 · Attualità · 1 Commento
Molti frequentatori della rete italiana da qualche giorno si divertono ad ascoltare le telefonate riportate da Repubblica tra Berlusconi e le ragazze che frequentavano le sue cene e la sua casa. Devo ammettere che ascoltare quello che la Minetti e altre si dicevano per telefono è una forma di intrattenimento in alcuni casi al pari dei video di Crozza.
Ciononostante mi sono interrrogato per giorni riguardo alla scelta di Repubblica di pubblicare questi audio. Silvio Berlusconi non è più Presidente del Consiglio e nella maggior parte dei casi l’unica cosa che sentiamo è un uomo stanco (e triste ai nostri occhi) che pur di ritrovare la giovinezza con la compagnia di belle ragazze è pronto a soddisfare tutte le loro inutili richieste. Nessun valore politico, quindi, e neanche un reato, direi…inutili pubblicazioni mentre in tribunale si discute il caso.
Poi però Repubblica pubblica il nuovo capitolo della saga, le telefonate tra la Polanco e il Prefetto di Milano (ancora in carica!) Gian Valerio Lombardi e il mio giudizio sulla questione cambia completamente. Continua a leggere
Berlusconi · La Repubblica · Lombardi · Marysthell Polanco · Prefetto Milano · Ruby
Benetton fa baciare tutti
17 nov 2011 · Mondo · 1 Commento
Mi sono sempre piaciute le pubblicità di Benetton.
bacio · Benetton · Berlusconi · Merkel · pubblicita'
Licenziare all’italiana
27 ott 2011 · Attualità · 7 Commenti
Stando a quello che dice Repubblica (ma c’e’ da fidarsi in questi giorni?) il Governo cerchera’ di rattoppare la sua posizione in Europa presentando una serie di riforme. Tra queste dovrebbe esserci una proposta per rendere il licenziamento piu’ semplice in Italia. Era ora, troppo tardi, ma era ora.
Non me ne vogliano i sindacati, ma il nostro Paese ha un problema serio. Sono nel mondo del lavoro da solamente 5 anni, gli ultimi due dei quali trascorsi a Londra, e gia’ ne ho viste troppe riguardo all’impossibilita’ di licenziare lavoratori inutili.
Oggi voglio fare un parallelo tra la mia esperienza in Italia e a Londra. Il mio ultimo giorno di lavoro in Italia, nel 2010, e’ stato caratterizzato da un licenziamento. Mentre io lasciavo la societa’ (multinazionale) per cui lavoravo di mia spontanea volonta’, il mio superiore mi chiedeva di licenziare un membro del mio team, cosi’ giusto per avere un bel ricordo.
Nell’occasione mi sono trovato di fronte a tutta l’ipocrisia italiana. Per evitare che il mio collega, che purtroppo meritava di essere licenziato, facesse causa all’azienda per decine di migliaia di euro (come molti avevano fatto prima di lui nei due anni precedenti), l’azenda si e’ vista costretta a fare tutto un balletto di cifre per spingere il dipendente a firmare un foglio di dimissioni. In pratica soldi in cambio di dimissioni, per paura di imbarcarsi una causa che il dipendente avrebbe probabilmente vinto.
Recentemente anche a Londra sono stato testimone di un licenziamento, tutto molto diverso. Se da un lato il dipendente rimane tutelato in caso di mobbing o discriminazioni, per il licenziamento giustificato il procedimento e’ molto piu’ semplice. Si paga il periodo di “notice”, come da contratto (di solito uno o due mesi) e via. Non ci sono cause sindacali che tengano.
Gia’ in precedenza mi e’ capitato di attaccare i precari (prendendomi insulti) dicendo che alla precarieta’ del lavora per prima cosa si risponde con la qualita’. Lo stesso vale per il tema dei licenziamenti in Italia, rendiamo il processo piu’ semplice. Poi se il caso necessita seriamente dell’intervento dei sindacati per mancanze gravi, ben venga, ma e’ arrivato il momento di spiegare ai nostri concittadini che il primo pensiero dopo il licenziamento e’: “come posso trovare un nuovo lavoro?”; e non “E ora come gli faccio causa?”.
LUI
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