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TAG | Barack Obama

La guerra: qui se ne parla

L’Iran avanza, si dice che stia preparando nuovi jets costruti “in casa”. Continua a leggere

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Obama, tra sentimenti e campagna elettorale

Obama ha aperto le porte, si è schierato, l’ha detto:

“A un certo punto ho concluso che per me personalmente è importante andare avanti e affermare che le coppie dello stesso sesso hanno il diritto di sposarsi”

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Ne vale la pena?

Oggi leggo che  12 agenti della scorta di Obama sono stati sospesi per festini con prostitute colombiane.

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2012: osservati speciali

Fine del 2011, tempo di bilanci, tutti a scegliere l’evento e il personaggio dell’anno.

Ma noi guardiamo oltre, il 2011 è passato, ma un anno nuovo deve ancora iniziare. Per questo vi proponiamo la nostra personalissima lista di persone da tenere d’occhio per il 2012.

 

 

 

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New yorkers do it better

E alla fine lo hanno fatto prima gli americani, i Newyorkesi.

Sono scesi in piazza, hanno occupato le carreggiate del Brooklyn bridge: “Take the Bridge”. Hanno rischiato l’arresto, si sono fatti arrestare. Ecco glli indignados di New York.
Manifestano da giorni, ci sono persone che dormono nelle tende, proprio come a Madrid e a Tel Aviv. Nel racconto di Maurizio Molinari si legge che sono organizzati, hanno un giornale, hanno “occupato” un parco. Si chiama Zuccotti Park, è molto vicino alla Borsa. Ma non si tratta di un gruppo compatto, la protesta di Wall Street è composta da persone di età, ideali politici, appartenenza culturale molto diversa. Però qualcosa li ha uniti e li tiene uniti con i cartelli alzati e con le tende serrate perchè tra un po’, di notte, comincerà a fare freddo.


Il gruppo Occupy Wall Street nasce contro le logiche dell’alta finanza di Wall Street, contro le corporazioni, per le persone, dicono.

 

Un’amica vive lì, a New York, a Wall Street. Le abbiamo chiesto cosa ne pensava, ha aperto la finestra e ha scritto:

Migliaia di persone sotto casa. Un uomo barbuto va in giro con un cartello: Satana controlla Wall Street. Nessuno lo guarda. A New York ce ne sono altre centinaia come lui, tutti i giorni tra gli homeless, i folli sulla metropolitana. Da due settimane però a Liberty Plaza non è solo: performance artists con scoiattoli in testa, uomini e donne che anche solo per i loro “rugged clothes” sono in contrasto con le business suits.

E’ un’atmosfera europea per scopi, ma americana nel suo spirito. Non sembra un’occupazione, ma Woodstock.

Ragazzini con chitarre e sacchi a peli sono quelli che reggono di più alle intemperie e veterani hippies portano i bambini piccoli, girano nudi, cantano tutto il repertorio di Hair e Jimi Hendrix, campeggiando la notte e cucinando torte e biscotti. Indignados è una parola che quasi nessun americano, neanche i protester conosce o usa. Il loro messaggio sta negli slogan ironici o auto-ironici, prodotto forse di una generazione cresciuta a pane e Facebook. Quegli slogan che finiranno sui programmi satirici di Jon Stewart e Stephen Colbert. Quelli che Michael Moore, che spesso passa e saluta la folla, metterà nel prossimo documentario.

Il messaggio è il più comprensibile e umano: niente capitalismo eccessivo, basta con l’esagerazione della negatività dei media, le divisioni di classe. Purtroppo quello economico viene sommerso da altri demands e “missioni politiche” (altre guerre, Israele, idee religiose) e alla fine la domanda costante di tutti è: What does Occupy Wall Street want?
Tra homeless, giovani che devono ancora buttarsi nel mondo del lavoro e attivisti di ogni genere, sembra, almeno al passante, al neighbour – che anche se la crisi dovrebbe essere la normalità di chi lavora, chi è qui a combatterla non è proprio l’americano medio, l’average Joe. Sarà un bene o un male? Chissà…
Certo, le famiglie che tornano a casa stanche dal lavoro, quelli che vanno al 9/11 memorial, i construction workers, continuano la loro vita stringendo i denti. Di sicuro condividono ogni idea, ma col lavoro, la vita a 200/h newyorkese, quell’energia che implode e esplode ogni giorno a Manhattan, chi ha tempo per fermarsi?

Benedetta Grasso 

LEI

 


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