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Eterni scontenti…

Pare (dico pare perchè qui a Londra i caroselli di macchine non si sono visti) che Silvio Berlusconi si sia dimesso, probabilmente per l’ultima volta. Non sono il tipo da grandi festeggiamenti, soprattutto perchè non credo che ci sia molto da festeggiare nell’attuale situazione politico-economica italiana, ma dopo diciassette anni sono contento che un uomo che ho sempre ritenuto negativo per il Paese si ritiri.

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Vivere al di sopra o al di sotto?

Sono ormai da qualche tempo parte integrante di una città, Londra, che cerca in tutti i modi di fare vivere i suoi abitanti al di sopra delle loro possibilità. I giovani studenti cominciano ad andare in overdraft (sotto) con le loro carte di credito già al liceo. Le banche sponsorizzano offerte continuamente e la pratica di chiedere un prestito per andare all’università è molto diffusa. Già al 15 del mese cominciano ad aggirarsi (anche nella zona della City) facce da “sono già in overdraft, quando arriva il mensile? E il bonus annuale?”.

Di contro in Italia vige l’immobilismo, per lo più. I soldi si nascondono sotto il materasso (o nei mattoni di investimenti immobiliari) e i giovani tendono a non fare molto uso dei prestiti e degli overdrafts messi a disposizione dal sistema bancario.

Qual’è la strada giusta? Di recente mi trovavo in Grecia per lavoro e ho potuto vedere confermati i miei dubbi sulla situazione economica della crisi del S.Europa. In Grecia per anni si è vissuti al di sopra delle proprie possibilità. Tutto era pagato a credito e oggi che il sistema bancario ha collassato, se ne vedono i risultati.

Sembrerebbe una domanda banale, certo, la mia, ma credo che invece dica molto della dinamicità di un Paese. In Italia, dove pagare un aperitivo con un bancomat o carta di credito è considerato impossibile (anche nella grande Milano), la tendenza a utilizzare solamente i soldi che si hanno ci rende immuni alle problematiche del credito e ai collassi finanziari, ma anche schiavi solo delle disponibilità economiche della propria famiglia. Lacosiddetta “mobilità sociale”, quindi, si inceppa. Un giovane di 28-30-35 anni evita di indebitarsi per macchina e casa (anche in affitto), ma decide di ususfruire liberamente dell’ospitalità genitoriale e della vecchia punto rossa (scassata) della madre insegnante. Chi già ha, ha, chi non ha si accontenta (e invecchia).

Personalmente la mia indole mi rende inacettabile l’idea di vivere al di sopra delle proprie possibilità, ma forse mi sbaglio. Non sono forse investimenti quelli fatti sull’università e sulla libertà dal nido famigliare? Indebitarsi per inserirsi, ad esempio, nel tessuto dinamico di una grande città Europea in cui poi trovare un lavoro e un futuro non è forse una possibilità concreta per i “bamboccioni”?

LUI

 

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