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Israele e Italia, diversi respingimenti

In questi ultimi giorni il mondo del web italiano e’ stato bombardato da una serie di informazioni e immagini che riportavano respingimenti di gente “non gradita”.
Da un lato il video dell’uomo tunisino rimpatriato su un volo di linea e messo a tacere con dello scotch sulla bocca. Dall’altro i giovani (e meno giovani) italiani respinti da Israele mentre cercavano di raggiungere la Palestina.

 
Per giorni mi sono interrogato su queste due immagini. Da amante di Israele ma fermo critico della sua politica, ho trovato la decisione di Israele di respingere i manifestanti sbagliata. I giovani cercavano di raggiungere la Palestina e credo che (nonostante non condivida con loro neanche un centesimo delle posizione anti-israeliane) l’isolamento geografico di Gaza sia una tragedia e una colpa di Israele allo stato attuale. Rinfaccio pero a questi manifestanti l’essere diventati sostenitori della causa anti-israeliana, invece che della causa pro-palestinese. Voler aiutare un popolo in grande difficolta’ (quello palestinese) e’ molto diverso dall’aizzare l’odio verso lo Stato israeliano….come gia’ ho avuto modo di scrivere su questo blog i nemici del popolo palestinese dimorano tanto a Tel Aviv quanto a Gaza, e questo Vittorio Arrigoni lo sapeva bene.

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Quando una primavera palestinese?

Vittorio Arrigoni era un convinto oppositore di Israele e di tutto cio’ che aveva legami con il sionismo. Il suo blog, drammaticamente abbandonato al momento della sua scomparsa, e’ colmo di affermazioni sulla realta’ molto dure. Troppo per chi come me ha invece un giudizio della questione diametricalmente opposto. Detto questo, pero’, Vittorio non c’e’ piu’. Come tutti i giovani che hanno perso la vita per quello in cui credevano, nutro rispetto per lui, in un modo o nell’altro.

Oggi pero’, mentre sul web continuano i commenti sulla Freedom Flotilla, sui manifestanti a cui e’ stato vietato l’ingresso in Israele per manifestare (si badi bene, europei, non palestinesi) e sul recente viaggio di Bersani in Medio Oriente voglio condividere con voi uno degli ultimi articoli di Vittorio per Peacereporter. Un articolo in cui il nemico dei palestinesi sembrano essere i propri leaders, piu’ che l’odiato vicino.

Tutti quelli che hanno a cuore la situazione palestinese dovrebbero cominciare a pensare a questo: qual’e’ il nemico del popolo oggi? Il cattivo Israele o una classe dirigente che pur di mantenere lo status quo continua le lotte interne? Quando il popolo palestinese riuscira’ a liberarsi da una parte di classe dirigente certamente non all’altezza (si badi bene, non che quella israeliana oggi sia la più virtuosa)?

Molti dissentiranno con me, ma lo stesso Arrigoni e’ stato ucciso da una realta’ palestinese. La sua liberta’ di pensiero era temuta e questo la dice lunga sulla situazione che si vive oggi a Gaza.

Articolo di Arrigoni

LUI

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