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Riso: “Rivoglio l’arte contemporanea in Sicilia”

La storia del Museo di arte contemporanea di Palermo, Riso, e’ emblematica dello spreco nel nostro Paese. Un progetto interessante, di successo, con fondi europei chiude per motivi ignoti. dove sono finiti i fondi? Quando l’Italia imparera’ a gestire in modo adeguato le risorse per la cultura?

Un’amica artista, siciliana e attaccatissima al progetto Riso ci ha scritto una lettera. Noi la pubblichiamo ricordando di nuovo le parole del Presidente del Consiglio Monti riguardo alla cultura, quando dalla poltrona di Che Tempo Che Fa si augurava che un giorno i ricchi italiani diventassero fieri della loro ricchezza, finanziando attivita’ culturali come avviene nei Paesi anglosassoni. Si faccia avanti un magnate italiano per il Museo Riso allora!

Caro museo Riso,

la notizia della tua chiusura ha accolto tutti impreparati in questo inizio d’anno in cui ci si aspettava una ricca programmazione per il 2012. E invece chiudono i tuoi cancelli per mancanza di soldi. Ma come è possibile? Se hai ricevuto 12 milioni e mezzo di euro dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale 2007-2013, che sarebbero dovuti servire  per la tua programmazione triennale e  per importanti interventi strutturali? Soldi attesi, che dopo mesi di stenti e la tenacia di chi in questi anni ti ha voluto tenere in vita nonostante le enormi difficoltà economiche, ti avrebbero potuto far tirare finalmente un sospiro di sollievo. Cosa è successo dunque? Dove sono finiti questi soldi? E’ la domanda che ci stiamo chiedendo tutti da qualche giorno. Ma facciamo un passo indietro. Nasci grazie alla volontà  e alla passione di un gruppo di funzionari della Regione con in testa Antonella Amorelli,  che nel 2000 propongono un progetto ambizioso, la creazione del primo Museo d’Arte contemporanea della Sicilia. Sembra subito una follia, bella, ma una follia. In Sicilia, dove tutto “deve restare fermo” si può di nuovo pensare di promuovere la cultura? E invece la sfida risulta  da subito vincente: la  città, come tutta l’isola ti ha accolto a braccia aperte e lo dimostrano gli oltre 100 mila visitatori che sono venuti a trovarti dal 2009 a oggi. Pur avendo la tua sede principale a Palermo, hai da subito esteso la tua portata a tutta la Sicilia con il progetto innovativo di un museo allargato con sedi in tutta l’isola (Catania,Siracusa, Gibellina per fare alcuni esempi). Una promozione artistica rivolta all’intero territorio siciliano che ha visto coinvolte istituzioni private come la Fondazione Brodbeck e Palazzo Valle di Catania, entrambe tue coetanee che insieme a te hanno contribuito alla fioritura culturale siciliana degli ultimi anni. Un grande riscatto per una terra tanto martoriata e spesso dimenticata. Spostare l’attenzione dell’arte contemporanea al Sud era l’obiettivo della tua programmazione. E così è stato. L’intensa attività artistica che dal giorno della tua apertura nel 2005 ha visto le tue sale piene di visitatori provenienti da tutto il mondo, ha portato a Palermo artisti e curatori di rilevanza internazionale. Tutti fortemente interessati all’intensa produzione artistica degli artisti siciliani che spesso non hanno visibilità perché svantaggiati da una posizione geografica decentrata rispetto ai centri di attrazione dell’arte contemporanea europea più spostati al Nord. All’interno del tuo progetto culturale, nel 2008 nasce l’Archivio S.A.C.S. Sportello per l’Arte Contemporanea Siciliana, curato prima da Cristiana Perrella, poi da Helga Marsala e dal 2010 a oggi da Giovanni Iovane. L’archivio nasce come un database virtuale in cui chiunque può avere accesso alle opere e ai curricula degli artisti rappresentati. Un modo innovativo di promuovere l’arte siciliana a livello globale attraverso una catalogazione ordinata delle produzioni isolana degli ultimi anni. Con Giovanni Iovane  nasce anche la Galleria SACS , uno spazio dedicato alla consultazione cartacea del materiale di archivio e alla esposizione temporanea delle opere di alcuni degli artisti SACS. Nel 2011 la sede di SACS si estende anche a Milano, dove inaugura  all’interno di Frigoriferi Milanesi un ufficio distaccato di Riso. Operazione non poco importante che ha portato visibilità fuori dal contesto siciliano. Per me, artista trapiantata all’estero ma sempre legata sentimentalmente e professionalmente alla mia terra, far parte del tuo archivio è significato appartenere a una comunità, è significato avere una casa, sentirmi rappresentata. Con rabbia mi chiedo dunque cosa sta succedendo? E’ quello che si stanno chiedendo i Cittadini per il museo Riso (comitato spontaneo nato dopo la notizia della tua chiusura) mettendo su una mobilitazione virtuale ( è nata una community su facebook)  per far sentire la loro voce. L’hackeraggio, del sito di Palazzo Riso, ormai da giorni oscurato è un’ulteriore forma di protesta decisamente forte ed efficace così come la petizione a cui invito tutti ad aderire.  Ed è quello che bisogna fare adesso, stare uniti e scendere in piazza. Il mio rammarico è di essere fisicamente lontana da te e di non poter presidiare davanti ai tuoi cancelli come spero faranno tutti i palermitani che in questi giorni stanno lottando per riappropriarsi del loro museo, un bene pubblico finanziato con soldi pubblici. Allora che ben venga la primavera di Palermo! In un paese democratico la voce della gente può cambiare il volere dei pochi. L’atmosfera è tesa a causa delle lotte politiche che si stanno sviluppando in queste ore fra il direttore Sergio Alessandro che si è visto costretto a bloccare ogni attività per mancanza di soldi e la Regione che continua a dire che va tutto bene e il museo deve rimanere aperto. Ma allora perché questi soldi restano bloccati in Regione? Bisogna pretendere chiarezza. Mi chiedo dove andrà a finire tutto il lavoro e passione che hanno fatto si che diventassi il più grosso polo di attrazione dell’arte contemporanea della Siciilia? Tutto buttato al vento? Parlo in quanto tua friutrice e allo stesso tempo artista da te rappresentata e dico che sono stanca di certa cattiva politica, che si appropria del potere per gestire la cultura, sono stanca di essere governata da chi non è al servizio della comunità ma serve solo i propri interessi.

Rivoglio Riso con i finanziamenti europei, rivoglio l’arte contemporanea a Palermo e in Sicilia.

Maria D. Rapicavoli

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3 comments

  • Rosa · 18 gennaio 2012 alle 10:55

    Grande voce di una grande artista!

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  • Osvalda · 19 gennaio 2012 alle 11:00

    Tu pero’ vivi a New York. Spiegaci perche’.

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  • Susanna · 19 gennaio 2012 alle 12:32

    marcello drago scrive:
    16 gennaio 2012 alle 13:00
    ho letto sbigottito che il museo sarebbe feudo di un ex sottosegretario che avrebbe nominato dagli uscieri ai consulenti a cifre che anche i musei piu importanti al mondo si sognano. leggo che il direttore vuole chiudere il museo e che tuttavia non sia lui il vero reggente del museo anzi che sia prestanome di una signora che poco piu che quarantenne governa militarmente il museo ed è già una PENSIONATA della regione proprietaria del museo.
    una domanda mi sorge spontanea: ma questa roba avviene in Italia? lo stesso paese in cui abito e che ha ancora un sistema di legalità che vincola ogni cittadino ed ogni istituzione al rispetto di leggi e soprattutto in un momento di difficile crisi a principi di corretta amministrazione e spesa? in questo caso visti 12 milioni di stanziamento per l’attività ci sarebbe da aspettarsi che riso sia quantomeno il piu importante museo europeo altrimenti credo che la magistratura palermitana dovrebbe guardare anche questi casi di illegalità eclatante che mi fanno vergognare di essere siciliano

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