La dignità serve fuori dai salotti televisivi
13 gen 2012 · Attualità · Nessun commento · by Rebecca Treves
A me sembra che ogni volta che si fa un passo avanti, in Italia, in questo ultimo anno perlomeno, poi si facciano tre passi indietro.
Dopo la bocciatura del referendum, le ultime apparizioni nei salotti televisivi e le parole di Santoro a Servizio Pubblico ieri sera vorrei fare una riflessione da venerdì.
La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili le due richieste di referendum abrogativo per la legge elettorale. La legge elettorale è stata modificata da Calderoli, nel 2005, che ha definito lui stesso “una porcata” la modifica. Da qui legge porcellum. Le modifiche hanno portato il sistema elettorale italiano a un sistema proporzionale corretto, a coalizione, con premio di maggioranza ed elezione di più parlamentari contemporaneamente in collegi estesi, senza possibilità di indicare preferenze.
Il comitato promotore aveva raccolto 1.210.466 firme.
Santoro ha aperto la prima puntata del 2012 parlando di DIGNITÀ, di dignità dello stato, di dignità di chi lo stato lo rappresenta. E il giornalista si è chiesto come si farà adesso a fare una legge elettorale per scegliere i nostri rappresentanti? Ma il punto che mi ha colpito delle parole di Santoro è proprio la riflessione sulla dignità.
Fino a che punto l’Italia avrà dignità di andare avanti e tornare indietro, proporre e ritirare, votare e ri-votare per non risolvere niente, per non abrogare, non promuovere. In due giorni il referendum è stato dichiarato inammissibile e Cosentino è stato salvato e noi in televisione stiamo ad ascoltare politici rampanti e taccuti che ci spiegano come e perché dovremmo cercare di capire il mondo di Cortina al posto che vergognarcene e cercare di denunciare le evasioni fiscali.
A me non sembra normale. Mi sembra normale che i taxisti scioperino, anche se mi auguro che arrivino le liberalizzazioni, mi sembra normale che a Milano si discuta sull’area C, mi sembra utile il confronto tra Governo e Sindacati, mi sembra doverosa la riflessione sul sistema scolastico, mi sembra fondamentale interrogarci sulla disoccupazione, ma in questo momento servono cambiamenti, servono azioni, servono decisioni difficili.
Serve un governo che con DIGNITÀ le prenda queste decisioni difficili.
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