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Yair Lapid, il nuovo politico israeliano

Il perfetto israeliano, cosi’ e’ stato descritto Yair Lapid, sicuramente l’unico vincitore di queste ultime elezioni. Lapid e’ riuscito a sbarazzarzi di tutta la sinistra israeliana e ad aggiudicarsi il posto a fianco a Bibi Netanyahu che senza nessuno sforzo, senza fare praticamente campagna elettorale, ha ottenuto solo una misera maggioranza, dimostrandosi molto piu’ debole di prima. Continua a leggere

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Elezioni 2013: il fronte israeliano

 

In Israele si vota il 22 gennaio, in Italia poco piu’ di un mese dopo, il 24 e 25 febbraio. Due paesi, due governi da ricostruire.

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Addio Cerioni: l’Italia sempre meno competitiva

L’uomo sportivo dell’anno ha annunciato il suo addio (speriamo sia un arrivederci) al nostro Paese. Stefano Cerioni, ct della squadra italiana di fioretto, che da solo ha portato in dote al medagliere nostrano a Londra 2012 cinque medaglie, di cui tre d’oro, vola alla volta della Russia, attirato da una proposta economica irrinunciabile e, probabilmente, un riconoscimento maggiore delle sue capacita’.

 
Per molti questa non e’ una notizia e lo capisco, la scherma rimane uno sport di nicchia, ma l’addio di Cerioni purtroppo nasconde una verita’ piu’ difficile da accettare: il nostro Paese non e’ competitivo, sono a migliaia i giovani brillanti che lo lasciano per cercare un riconoscimento migliore e ora anche chi e’ al vertice si trova costretto a rinunciare per guardare al futuro.

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Un conflitto, troppe parole

Questo conflitto ancora spaventa, ancora fa rabbia e risentimento. Per questo credo che sia importante scegliere bene le parole e non capisco le posizioni così violente e affrettate di molti.

I numeri contano. Vero. Ma in questo conflitto anche i numeri sono complicati. I numeri sono i numeri dei morti, tanti. Molti di più fra la popolazione palestinese. Sono i numeri delle famiglie che hanno una ferita mai più curabile. Ma numeri sono anche i numeri di tutti gli israeliani che hanno l’obbligo di servire la leva militare per 3 anni i maschi e 2 le femmine. I numeri sono anche i missili che arrivano da anni in testa a chi vive nelle città a sud. I numeri sono tutte le pratiche burocratiche necessarie per passare da una parte all’altra di un check point. I numeri sono i volantini lanciati dai soldati israeliani per allarmare la popolazione palestinese e chiedere si spostarsi dagli arsenali di Hamas.

Poi ci sono le parole. Ci sono le parole violente e i paragoni inutili, faziosi, pericolosi. Ma quando si studia un conflitto mi hanno insegnato che bisogna essere precisi. Allora non chiamiamo palestinesi i militanti di Hamas. Non facciamo questo torto ai palestinesi. Non chiamiamo i soldati israeliani sanguinari e nazisti. Non facciamo loro questo orrendo paragone. Continua a leggere

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Kipat barzel, la cupola di ferro

Anche oggi mi sono svegliata, sono andata al Centro Peres per la Pace dove lavoro ed è partita l’allarme. Un suono forte, chiaro, lungo. Siamo andati al rifugio che qui è la cucina al primo piano. Nessuno aveva paura, abbiamo solo aspettato il boom. Sì, il boom che viene dall’alto quando il missile viene distrutto prima di toccare terra.

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