Le 5 righe di Beppe Grillo contro lo ius soli
25 gen 2012 · Attualità · 9 Commenti · by Rebecca Treves
Wikipedia dice:
“Ogni ordinamento stabilisce le regole per l’acquisto e la perdita della cittadinanza. In virtù dello ius soli (diritto del suolo), la cittadinanza viene data per il fatto di essere nato sul territorio dello stato”
E non vi sembra abbastanza? Il fatto di essere nati in un paese, di viverci, magari di parlarne la lingua, di andare nelle scuole, di crescerci, di impararne usi e costumi, magari addirittura di considerarlo la propria casa, la casa della propria famiglia, non è abbastanza? Allora cosa vuol dire essere cittadino di un paese?
Secondo Beppe Grillo lo ius soli non ha senso. Letteralmente: è s-e-n-z-a s-e-n-s-o.
Non gli sono servite riflessioni, constatazioni, esempi, il comico genovese ha preso posizione e l’ha riassunta in (sole) cinque righe:
“La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi”
Forse non ha mai conosciuto cittadini di altri paesi, forse non ha mai pensato di andare a vivere in un altro paese. Forse non si è mai posto il problema o la curiosità di cercare fortuna altrove, forse non è mi stato spinto dal desiderio di andare in un paese in cui si sta meglio, proprio lui che urla continuamente contro l’Italia?
Perché a me sembra che, se una persona viaggia, se va via per almeno 4 mesi in un altro paese, se fa un percorso di studio o di lavoro all’estero in genere incontra persone con storie affascinanti. Ma incontra anche persone che sulla cittadinanza propria, o dei propri genitori, o dei propri nonni, non ha sempre avuto vita facile. E allora prima di aprire bocca su questi temi sarebbe meglio capire davvero cosa vuol dire cittadinanza per alcuni.
Forse lui il problema non lo percepisce perché italiano è e italiano rimane, una cittadinanza ce l’ha e nessuno gliel’ha mai messa in dubbio. Ma a volte guardare oltre il proprio piccolo giardinetto di casa fa bene.
LEI
Beppe Grillo · cittadinanza · ius soli · nimby

Paolo Palmacci · 25 gennaio 2012 alle 15:16
Meglio ius soli che male accompagnati http://inpastoalsilvio.wordpress.com/2012/01/25/meglio-ius-soli-che-male-accompagnati/
Roberto Matteazzi · 25 gennaio 2012 alle 15:21
Gentile grillo, mi spiace ma non sono d’accordo con lei. E’ facile parlare per farsi pubblicità, rubando le idee alla lega. Le sparate non servono a nulla. Vuole mettersi al livello del console Vattani ? Una società che difende gli animali e non lo fa per gli esseri umana, non è tale. Mi vergogno io per lei Spero che possa ravvedersi. Roberto Matteazzi, Vicenza
violina · 25 gennaio 2012 alle 22:16
Come se lui non creasse tifosi, non ponesse ogni volta l’accento sugli avversari da sconfiggere.
Ludo · 26 gennaio 2012 alle 13:44
Io odio Grillo, e neanche io capisco le sua argomentazioni contro lo ius soli, ma questo non vuol dire che io sia favorevole.
Piuttosto che dare il diritto di cittadinanza a chi nasce in Italia, non dovremmo facilitare il processo di cittadinanza per chi ci vive e ci lavora da tot anni.
Con lo ius soli diventano italiani i bambini degli stranieri, ma i genitori?
Mi spiegate perchè non sarebbe meglio, invece, facilitare il processo di cambio di cittadinanza?
Così diventano italiani i genitori, e lo saranno anche i figli con il “vecchio” ius sanguinis. No?
cesk · 27 gennaio 2012 alle 10:54
Uno dei rari commenti letti sull’argomento da cui traspaia un ragionamento frutto di un cervello funzionante e non di stereotipi.
Finalmente!
Admin comment by Rebecca Treves · 26 gennaio 2012 alle 13:50
La cittadinanza italiana è basata principalmente sullo jus sanguinis (in italia la cittadinanza si prende per nascita, riconoscimento o adozione, da anche un solo genitore cittadino italiano).
Sicuramente bisognerebbe facilitare la burocrazia e accorciare i tempi, ma il punto secondo me è proprio che gli italiani non hanno nessun interesse ad agevolare il processo.
E Grill è solo l’ultimo esempio. Se si usano così poche parole per cestinare la questione direi proprio che non c’è l’interesse. E questo è il problema.
cesk · 27 gennaio 2012 alle 10:51
Un altro bell’articolo di retorica sull’argomento politiche d’immigrazione.
Secondo gli italiani o sì è favorevoli allo ius soli o si è razzisti.
Non c’è via di mezzo. Non esistono altre strade.
Peccato che gli stati occidentali che adottano questo principio sono una esigua minoranza(Francia e Usa e pochi altri che io sappia..).
Nel merito, per quanto può valere, anche io trovo illogico non integrare i genitori e mantenerli clandestini a vita, ma paradossalmente dare la cittadinanza ai loro neonati, badate, dal primo giorno di vita! perché è ovvio che dopo anni che un bambino va a scuola in Italia debba essere riconosciuto italiano, ma questo non è lo ius soli.
In questo caso il problema è a monte, perché quel bambino è figlio di due persone che, se l’hanno mandato a scuola, si presume lavorino e siano integrati, ma vengono considerati comunque non italiani.
Trovo che su questi argomenti si debbano abbandonare discorsi retorici e a questo proposito suggerisco questo pezzo di Sartori e adesso mi aspetto gli insulti e i titoloni anche su di lui. Cordialmente.
http://www.corriere.it/editoriali/12_gennaio_26/una-soluzione-di-buon-senso-giovanni-sartori_1d2340dc-47e6-11e1-9901-97592fb91505.shtml
michele gadani · 1 febbraio 2012 alle 10:40
Sono pienamente daccordo con te hai centrato il problema e il modo come andrebbe affrontato, il problema non è la cittadinanza ai figli ma la cittadinanza ai genitori, faccio notare che ci sono tantissimi stranieri con diritto di cittadinanza che non la chiedono perchè ???? sarebbe giusto agevolare l’ottenimento della cittadinanza.
mr.3rd.kidney · 26 luglio 2012 alle 16:57
tendendo a precisare di non essere un fervente sostenitore di Grillo, penso che la sua frase fosse da intendere nel senso : “in questo momento abbiamo già tanti problemi, questo è il solito fumo negli occhi”. sono d’accordo con lui non vedo motivo di polemizzare sulle sue parole, ci sono molti alti problemi più importanti da risolvere, ma a noi italiani piace partire dalla punta della piramide e mai dalla base…quindi diamogli pure dei leghista razzista